23 Settembre 2020 UrloCom

Perché i loghi sono sempre più semplici

Quando pensiamo: questo lo poteva disegnare anche mia nonna!

Perché i loghi sono sempre più semplici

Probabilmente guardando l’evoluzione del logo di Apple, di Instagram, di McDonald’s ci viene forse da pensare: “Questo lo poteva disegnare anche mia nonna”.

Perché i loghi sono sempre più semplici…

Ma è veramente così? O, forse, se pensiamo questo c’è qualcosa che non comprendiamo?

Oggi i brand fanno i conti sempre con più elementi, non c’è solo la stampa ma il web, le app, gli spot tv e tanto altro, questo comporta che il logo deve essere chiaro e d’impatto in ogni suo utilizzo.

Inoltre viviamo nell’era del Marketing 4.0 (quasi 5.0!) dove la parola d’ordine è semplicità. Tutto il marketing è immediato, veloce, pratico, con pochi fronzoli e arriva diretto al punto. Inoltre i brand dovranno farsi posto nella frenetica vita quotidiana, quindi dovranno trasmettere ancora una volta semplicità.

Realizzare un logo semplice è molto più complesso di realizzare un logo articolato. Una nonna probabilmente sul suo logo ci metterebbe del merletto, qualche fiore e un ghirigoro, portando di conseguenza il logo fuori tempo, fuori moda, fuori dal marketing funzionale.

Questo comportamento di arricchire i propri loghi si definisce in psicologia “completamento simbolico” cioè, il divario che un soggetto percepisce tra il suo essere e ciò che vorrebbe apparire. Tutto ciò lo porta ad abusare di comportamenti che vanno ad influire su questa percezione. In merito fu fatto uno studio su degli studenti neolaureati, e si evinse che gli studenti che si percepivano meno preparati rispetto a dei loro compagni tendevano ad acquistare cornici più elaborate per i loro diplomi.

Capiamo quindi che un logo non può essere definito “semplice” solo perché ha forme semplici, ma anzi, proprio questa semplicità probabilmente lo rende geniale, innovativo e studiato, quindi: di Successo.

Inoltre un logo semplice è un logo versatile,

Un logo troppo complesso è causato spesso dall’idea sbagliata che un logo debba descrivere qualcosa. Un logo non dovrebbe descrivere, ma evocare lo spirito dell’azienda. Un logo troppo descrittivo si lega a un’offerta precisa che con l’andar del tempo, di solito, si amplia o cambia. È inoltre importante tenere conto dei numerosi supporti su cui andrà riprodotto e dei numerosi scopi per cui verrà usato. Su un camion, su una matita o una t-shirt il logo deve mantenere le sue caratteristiche, un logo con linee sottili, con molti colori, con caratteri troppo piccoli darà sicuramente problemi.

Molti designer probabilmente si ritroveranno spesso con il problema di presentare ad un cliente un logo che potrebbe avere successo ed essere scambiato per un disegnino, così semplice che l’avrebbe potuto fare anche la nonna, ancor peggio queste proposte potrebbero essere percepite come un lavoro scadente a cui il designer ha dato poca importanza. Purtroppo questa è la realtà e il lavoro del designer non è sempre rose e fiori come si può credere.

Dalla nostra esperienza, invitiamo sempre a presentare tre proposte iniziali, che giocano sulla psicologia del cliente,  perché anche se avete fatto un briefing eccezionale con il vostro cliente, in molti casi i fatti non rispecchieranno le parole dette, quindi presentate: Logo Semplice, un Logo intermedio e un Logo di completamento simbolico, andando poi ad argomentare le proposte e portando poi il cliente sulla giusta strada.

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